La chiamata alle arti!

Premessa: questo post avrei voluto/dovuto scriverlo già mesi fa poi, invece, tutta presa, da un lato, a far la pace con i miei fantasmi e dall’altro a capire come fare, i giorni sono passati, lenti, inesorabili, alcuni impegnati, pieni e allegri; altri noiosi e tutti uguali…

Il sogno di rivedere, ancora una volta, Terzani vivo grazie alla magia del cinema è sempre più reale.
Un indovino mi disse dovrebbe uscire a luglio dell’anno prossimo e anche se ancora, ovviamente, non ci si può pronunciare sulla qualità del film il percorso che sta portando alla sua realizzazione è sicuramente molto interessante.
Il progetto c’era già da molti anni – un sogno coltivato con amore dal regista Mario Zanot, già autore di Anam il senzanome – ma come spesso accade, nessuno che si offrisse di finanziarlo.
Ecco allora l’idea: Tiziano è amato dalla gente e il numero dei suoi fan è grande; la trovata è stata proprio quella di mobilitare tutti i suoi ammiratori per finanziare il film.
La chiamata alle arti, così è stata battezzata l’iniziativa, consiste però in molto di più.
Un impegno non solo economico ma anche culturale e così, da molti mesi, nelle piazze, nei parchi, nei centri culturali, non si smette di parlare di Tiziano e del suo libro forse più famoso.
Come spesso succede, poi, da cosa nasce cosa ed ecco che l’iniziativa ha attirato l’attenzione della Lion Picture International, casa di produzione indipendente che ha presentato il progetto all’ultimo festival di Cannes e si è fatta carico di parte dei costi di realizzazione.
Le serate però non si fermano e se volete partecipare attivamente organizzandone una nel vostro comune  andate sul sito Un indovino ci disse per sapere come fare.
Più semplicemente, invece, potete condividere l’iniziativa sul vostro blog, sui social, ma anche a cena con amici!

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