Ragù di verdure e ispirazione

Oggi vi voglio raccontare di come faccio il ragù… va bene, ammetto che è una ricetta vista e rivista, che forse sto dando i numeri e che attirerò sul blog le ire di orde e orde di vegani e vegetariani ma è anche vero che il ragù è forse una delle preparazioni più amate e un motivo c’è di sicuro. Per molti la pasta al ragù sarà certamente IL cibo (comfort food????!) per eccellenza , è anche uno dei miei preferiti e da quasi onnivora quale sono, mi fa contenta il modo in cui carne e verdure, in questa preparazione, vadano d’accordo e trovino armonia.

Carne e verdure, e già!

Le verdure, che bellezza…. direttamente dall’orto arrivano – manco fosse una puntata della Pimpa – sedano, carote, cipolla e anche una zucchinetta di quelle piccoline perché gli dà quel nonsochè d’estivo che poi, aprendo il barattolo della conserva a novembre, si sente eccome e le taglio il più fine possibile, le trito quasi. Affettare le verdure per il ragù, come anche per il minestrone, è l’operazione più lunga di tutta la ricetta – a parte la cottura –  però quei gesti ripetuti, lenti e ritmici hanno un qualcosa di zen e se per caso trovate noioso questo passaggio  quasi quasi vi sconsiglio di preparare il ragù in casa… Così belli tagliati gli ortaggi si accomodano sul fondo della pentola insieme all’olio (buono, meglio se bio!) e sono pronte a soffriggere, ma poco e a fiamma bassa. A me piace che la cipolla diventi trasparente e non dorata.

A questo punto aggiungo la carne seguita da mezzo bicchiere scarso di vino rosso allungato con acqua. La carne per me è trita mista  con manzo, vitello e maiale, non troppo magra perché il risultato deve essere setoso e non asciutto – si mangiano certi ragù, a volte, che non vanno giù ma neanche… – alla carne trita aggiungo anche un pezzettino di salsiccia.

Poi è la volta del pomodoro, se li ho uso quelli dell’orto, i più maturi e lì il risultato è sempre superlativo, altrimenti la mia passata fatta in casa o i pelati. Manca poco: qualche grano di sale, una punta di peperoncino e poi affido tutto alla fiamma bassa, per un paio d’ore. Qualcuno ci aggiunge una foglia di alloro ma io non amo particolarmente questa aromatica, preferisco, se proprio, qualche foglia di rosmarino ben tritata.

L’ispirazione per scrivere questo post mi è venuta proprio mentre … cucinavo il ragù! Ve lo consiglio: se dovete trovare idee e siete a corto di ispirazione dedicatevi a qualche attività manuale che sia cucinare ma anche curare l’orto o il giardino, dipingere, cucire etc etc, con me funziona perché di solito la mente si libera dei pensieri inutili e cominciano ad affiorare – a volte anche ad alta voce – le idee migliori. Nella maggior parte dei casi le idee non sono legate a quello che sto facendo ma in questo caso il potere del ragù è stato più forte!

 

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